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Intervento su una chiesa antica: la Basilica di Sant’Anastasia a Verona

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Uretek interviene nella storica Basilica di S.Anastasia a Verona

La sicurezza della pavimentazione è stata ristabilita

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Consolidamento edifici storici

LA STORIA
La basilica di Santa Anastasia è da molti definita come il più rilevante monumento religioso in stile gotico di Verona. La sua costruzione risale al 1280. Una delle molte meraviglie che costituiscono lo straordinario patrimonio artistico presente all’interno della chiesa è indubbiamente costituita dal grande rosone pavimentale, al termine della lunga navata centrale, dinanzi all’Altare Maggiore. Dopo il restauro, che ha restituito la cromia dei marmi e dei dipinti, è ora possibile ammirare in modo nuovo gli affreschi di Pisanello, di Liberale, le terracotte di Michele da Firenze ed i due gobbi che sostengono le acquasantiere addossate ai due pilastri in ingresso.
Per celebrare la conclusione dell’importante lavoro di recupero strutturale, architettonico e artistico, iniziato nel 2005, il 6 maggio 2011, all’interno della Basilica, si è tenuto un concerto con la Royal Philharmonic Orchestra diretta dal maestro Pinchas Zucherman.

Ristrutturazione di un palazzo del XVIII secolo a Vienna

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Al centro di Vienna l’esigenza di ristrutturare la copertura di un edificio del XVIII secolo, ha reso necessario un intervento col sistema Uretek Deep Injections® per poter trasferire al suolo una pressione di progetto superiore a quella originaria.
Il sistema consiste nel consolidamento dei terreni di fondazione con iniezioni di resina espandente Geoplus®. Si tratta di una modalità particolarmente indicata nel caso di edifici storici, perché permette di procedere all’operazione di consolidamento intervenendo direttamente sul terreno senza alterare le strutture. La resina viene iniettata mentre è ancora in forma liquida, ma già in fase di espansione, attraverso fori con diametro inferiore a 3 cm eseguiti attraverso la fondazione: in pochi istanti Geoplus® incrementa il proprio volume di 10 – 15 volte sviluppando una forza di espansione che può arrivare a 10.000 kPa, autoregolandosi in funzione della resistenza incontrata.


L’espansione della resina continua fino a quando il terreno trattato, talmente addensato da rifiutare un’ulteriore compressione, induce la resina ad espandersi verso l’alto provocando il sollevamento dell’edificio soprastante.

Il trattamento viene interrotto quando i livelli laser, posizionati sull’edificio, registrano un inizio di sollevamento. Nel caso dell’edificio viennese, la fondazione di tipo nastriforme, presentava una larghezza compresa tra 60 e 95 cm, impostata ad una profondità compresa tra 1,30 e 1,50 m dal piano di calpestio; il terreno era stratificato con la presenza di sabbie sovrapposte a ghiaia. L’intervento ha riguardato 259 m circa di fondazione trattata, per un totale di 10.176 kg di resina iniettata. Sono stati effettuati da 3 a 5 livelli di iniezione, a seconda della profondità del tetto dello strato di ghiaia, alle profondità di 0.10, 1.10, 2.10, 3.10 e 4.10 m dal piano d’appoggio delle fondazioni.
È stato osservato un principio di sollevamento < 1 mm.

Le quantità di resina iniettate non sono state omogenee, ma in funzione delle caratteristiche del terreno. L’edificio infatti presentava una serie di lesioni sul lato strada che dimostravano una sensibilità al cedimento non uguale in tutte le zone.
È quindi opportuno diminuire le differenze di compressibilità del terreno di fondazione sotto i diversi punti della struttura.