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Piano casa: nuovi ampliamenti in vista

Scritto da admin on . Postato in Crepe nei muri

L’applicazione del metodo Deep Injections, con iniezioni di resina Geoplus presso un’abitazione privata, mette in evidenza l’efficacia della tecnologia in un caso di previsto aumento dei carichi in fondazione.

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Speciale su concessione di Presenza Tecnica in Edilizia.

Scopo dell’intervento: aumentare la capacità portante del terreno di fondazione per consentire una sopraelevazione in sicurezza.

Risolutiva. In una parola è così, la tecnologia Uretek. Quando si tratta di incrementare la capacità portante di un terreno di fondazione per un previsto aumento dei carichi, la resina espandente brevettata dall’azienda veronese agisce in modo rapido e poco invasivo; risolvendo il problema, è proprio il caso di dirlo, alla radice.
Per renderci conto concretamente ed in modo diretto di come funzioni e di quanto sia efficace questo sistema, analizziamo nel dettaglio un intervento realizzato nel milanese, esaminando le relazioni tecniche del geologo incaricato dell’indagine sul terreno, dell’ingegnere strutturista e degli ingegneri Uretek.

A seguito del progetto di ampliamento della propria abitazione sita nel Comune di Villa Cortese in provincia di Milano, redatto dal dott. ing. De Innocentis nel febbraio del 2008, il proprietario ha commissionato al dott. Giovanni De Ambrogi un’indagine geologica del terreno di fondazione. Dal momento che il progetto prevedeva l’innalzamento dell’edificio con un piano aggiuntivo, si è reso necessario verificare che il terreno potesse portare, in sicurezza, un carico maggiore di quello esistente.
L’indagine ha previsto la realizzazione di tre prove penetrometriche dinamiche continue nel sedime della struttura. A conclusione del lavoro, la relazione del dott. De Ambrogi ha evidenziato che «il sottosuolo investigato presenta dei livelli sciolti fino a circa 4 m, mentre ad una quota di circa 5 m si evidenzia rifiuto ad avanzamento della punta per la presenza di uno strato molto denso. Per incrementare la capacità portante del sottosuolo investigato, si consiglia di far precedere la messa in opera delle fondazioni da un energico costipamento del sottofondo e dalla gettata di uno strato di magrone dello spessore di almeno 20 cm con annegata una rete elettrosaldata su tutto il sedime dell’ampliamento in progetto; inoltre può risultare opportuno consolidare il sottosuolo dell’edificio esistente mediante iniezione di resina nel sottosuolo in modo da incrementare la densità relativa negli strati compresi tra la quota d’imposta fondazioni (circa 1,60 m) e il livello duro rilevato dalle prove ad una quota compresa tra 4,00 m e 5,00 m».

Iniezioni di resine poliuretaniche e il rigonfiamento e ritiro di terreni argillosi

Scritto da admin on . Postato in Consolidamento terreni

Traduzione di un estratto della memoria scientifica pubblicata negli atti del convegno internazionale: Sec 2008, Paris, France.

Approfondimento scientifico

Alberto Pasquetto, Matteo Gabassi, Gianluca Vinco (Uretek s.r.l.,Verona) – Cristiano Guerra (Università di Urbino, Urbino)

Il sempre crescente numero di rischi dovuti alla siccità, ha comportato la necessità di studiare la relazione tra le frequenze di precipitazione e i fenomeni di fessurazione.
Per verificare l’efficacia di un intervento con iniezioni di resina ad alta pressione di rigonfiamento, per la mitigazione dei danni provocati da questo fenomeno, si sono analizzate alcuni dati significativi:
Sono stati studiati i dati di precipitazione e il numero di rischi di un’area geografica limitata al fine di determinare l’indice più adatto per prevedere i futuri periodi problematici.

Sono stati monitorati gli effetti della siccità sul terreno di fondazione e ciò allo scopo di elaborare un metodo per risolvere o prevenire problemi sulla costruzione connessi al rigonfiamento e al ritiro di terreni argillosi.
Il confronto degli effetti sul terreno della siccità e dell’iniezione di resine ad alta pressione d’espansione ha dimostrato che esse sono abbastanza simili in termini di incremento di rigidezza, ma la maggior densità del terreno compresso dall’iniezione di resine impedisce elevate variazioni volumetriche future.

Consolidamento con resina espandente: l’impianto di depurazione di La Spezia

Scritto da admin on . Postato in Resine espandenti

Intervento di consolidamento con il metodo Uretek Deep Injections presso l’impianto di depurazione di La Spezia

Case History

Consolidamento con resina espandente
Avete presente quando, nel momento del bisogno, l’indimenticato marinaio dei fumetti e dei cartoni animati Braccio di Ferro ingoiava un barattolo dei suoi mitici spinaci? D’un colpo, i suoi muscoli si gonfiavano acquistando una forza sovrumana. Ecco. L’effetto delle resine poliuretaniche ad alta pressione di rigonfiamento di Uretek è più o meno questo. Iniettate nel terreno, esse si espandono compattandolo ed aumentandone la consistenza.

Consolidamento con resina espandente

Digestore dell’impianto di depurazione di La Spezia.

Prova penetrometrica comparativa pre-intervento e post-intervento.

Nell’ambito della ristrutturazione dell’impianto di depurazione che si trova a Stagnoni, nella periferia di La Spezia, l’ACAM s.p.a. ha scelto proprio questo sistema per consolidare e ricomprimere il terreno. Infallibile come gli spinaci di Braccio di Ferro.

L’intervento ha riguardato nello specifico i digestori anaerobici ed i sedimentatori dell’impianto. Le vasche di sedimentazione, costruite negli anni Ottanta, durante il loro periodo di utilizzo hanno subito un cedimento legato alla consolidazione del terreno o ad un dilavamento del materiale prodotto da perdite. I digestori, anch’essi degli anni Ottanta, conseguentemente al loro riempimento hanno subito un processo di sprofondamento. L’intervento con la resina espandente Uretek Geoplus si è posto l’obiettivo di aumentare la capacità portante del terreno di fondazione eliminandone eventuali vuoti; in tal modo è stato possibile riequilibrare le eterogenee caratteristiche geotecniche del terreno portando ad un sollevamento della struttura ed abbattendone così il cedimento differenziale.