Posts Taggati ‘edilizia’

Affidabilità Uretek: cosa ne pensano i professionisti? Ing. Paolo Saluzzi

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Intervistiamo i professionisti che hanno lavorato con noi, per un parere autorevole sull’affidabilità Uretek.
Iniziamo dall’ing. Paolo Saluzzi di Cernusco sul Naviglio (Mi), con cui abbiamo lavorato diverse volte, l’ultima delle quali a Cologno Monzese, per la ristrutturazione di una palazzina residenziale da sovralzare di un piano.

Ancora cemento? Mario Tozzi spiega la cementificazione in Italia

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Per quanto possa sembrare incredibile, ogni secondo che passa, in Italia, da 2 a 8 m2 di territorio naturale vengono ricoperti da asfalto e cemento oppure disboscati o incendiati.
Una cifra enorme che porta, in media, a un consumo di suolo pari a circa 200.000 ettari all’anno: tanto per fare un confronto, in Inghilterra (un paese non certo sottosviluppato) se ne consumano circa 10.000 all’anno, cioè a dire quanti da noi la sola Sicilia.

Cemento cementificazione

Bioedilizia: edilizia di buon senso

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In Italia si costruisce molto, si è sempre costruito e spesso lo si è fatto molto bene. Prima di tutto nella scelta dei siti dove fondare le città, e poi per l’uso di materiali quasi sempre locali, robusti e leggeri che possedevano anche caratteristiche di isolamento termico e acustico. Prendiamo Napoli, edificata fino dai tempi delle colonie greche con mattoni leggerissimi e resistenti di tufo giallo napoletano, abbondantemente presente in quella regione. Oppure Roma, dove la struttura portante dei monumenti è ancora di tufo dei Colli Albani o dei Sabatini. E fino dai romani l’uso estensivo del mattone cotto e dei rivestimenti in travertino e in marmo. Ma dal dopoguerra fino agli anni ’90 quell’antica sapienza è sembrata perduta: costruzioni gettate a grappolo senza criteri estetici e spesso anche senza criteri architettonici di buon senso. Per fortuna, però, oggi la situazione sembra cambiata e concetti come quello della bioedilizia sembrano essere entrati nell’uso comune. Ma cos’è altro la bioedilizia, se non un’edilizia di buon senso?

Nel Rinascimento si sapeva bene che le case debbono essere orientate in un certo modo rispetto al Sole e che devono avere finestre piccole a nord e più grandi a sud e che le mura debbono essere spesse. Oggi si parla sempre più spesso di case passive, cioè abitazioni in cui la tecnica costruttiva accoppiata al buon senso permettono di trascorrere confortevolmente estati calde o inverni rigidi senza sistemi di condizionamento o riscaldamento. Ma un’ottima coibentazione delle mura, dei solai e delle finestre non era forse la prerogativa delle costruzioni dei nostri antenati? Non ci meravigliamo sempre piacevolmente del fresco che mantiene la casa di campagna dei nonni? E non sono calde anche d’inverno quelle case i cui muri sono stati riempiti appositamente di laterizi e cocci che immagazzinano calore per poi cederlo quando la temperatura esterna scende?
Oggi tuttavia si può fare ancora di più. In Germania il calore emanato dalle persone, dalle lampadine e dagli elettrodomestici è sufficiente a far passare l’inverno senza bisogno di attivare sistemi di riscaldamento in case di nuova concezione o in abitazioni ristrutturate tenendo presenti quei criteri. Lo sapevamo già, solo che lo avevamo dimenticato.

Mario Tozzi

 

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