Palazzo di Punta della Dogana a Venezia: il consolidamento

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Palazzo di Punta della Dogana – Venezia
Consolidamento del terreno di fondazione realizzato con iniezioni di resina poliuretanica
attraverso la procedura di consolidamento Uretek Deep Injections®.

Estratto della memoria scientifica pubblicata negli atti del XXIV Convegno Nazionale di Geotecnica – Napoli 22 – 24 giugno 2011

Gabassi M., Pasquetto A., Vinco G. (Uretek S.r.l.)
Masella A. (Studio Geotecnico Italiano S.r.l.)

Consolidamento edifici storici - Punta della dogana

INQUADRAMENTO STORICO

Punta delle Dogana o ‘Dogana de Mar’ rappresenta il luogo storicamente deputato allo scambio, al deposito e allo smistamento delle merci in entrata e uscita dalla città di Venezia. La struttura, edificata a partire dal 1677, costituisce un punto panoramico per eccellenza, di divisione tra il bacino S. Marco, il Canale della Giudecca ed il Canal Grande.

GEOMETRIA DELLA STRUTTURA

Il corpo di fabbrica principale ha una larghezza che varia da circa 16 m a tergo del locale di testata, fino a circa 75 m all’altezza della facciata verso il campo della Salute. Le strutture di fondazione sono costituite da murature in mattoni e pietra lavorata, legati con malta di calce; le condizioni d’appoggio sono sostanzialmente di quattro diverse tipologie: diretta sul terreno, su un robusto assito posato sul terreno, su un assito posato su pali di legno di costipamento del terreno e sulle fondazioni di una preesistente torre. A seguito di una corposa campagna d’indagini geognostiche, comprensiva d’indagini in situ e di laboratorio, è stato possibile definire la successione degli strati a partire dal piano di posa del muro di sponda impostato a quota -3.44 m s.l.m.

LESIONI NELLE STRUTTURE

Nei primi giorni di Maggio 2003, mentre erano in corso i lavori per il risanamento della riva lungo Canal Grande, si sono manifestati improvvisi cedimenti del muro di sponda e del retrostante edificio monumentale di Punta della Dogana. Lo Studio Geotecnico Italiano, su incarico del Consorzio Venezia Nuova, ha appurato quali fossero le cause ed il meccanismo dei dissesti. Dall’esame dettagliato di tutte le risultanze delle indagini e del monitoraggio, appariva evidente che il dissesto era stato originato da un episodio di sifonamento avvenuto mentre si stava aggottando lo scavo per mettere all’asciutto il piede del muro di sponda e gettare la trave di coronamento dei micropali. Si è scelto d’intervenire nel volume immediatamente sottostante le fondazioni, unicamente attraverso la procedura di consolidamento Uretek Deep Injections®, utilizzando una resina poliuretanica capace di esercitare un’elevata pressione di rigonfiamento nel corso della sua espansione, secondo la planimetria riportata di seguito.

Le iniezioni sono state localizzate nei volumi di terreno influenzati dai fenomeni di sifonamento su un numero di livelli di profondità da un minimo di quattro ad un massimo di sette. Le condizioni iniziali relative alla presenza di un terreno significativamente disturbato, la tipologia costruttiva dell’edificio, la presenza di differenti tipologie di fondazione ed il regime idraulico influenzato in modo sensibile dalle maree, hanno imposto una progettazione notevolmente mirata ed una altrettanto accurata realizzazione dell’intervento di consolidamento. La versatilità del metodo Uretek Deep Injections® ha permesso altresì di modificare l’intervento in corso d’opera. In accordo con quanto previsto dal progetto geo tecnico curato dallo Studio Geotecnico Italiano, le iniezioni sono state realizzate in più fasi, allo scopo di permettere la completa dissipazione delle sovrappressioni neutrali indotte dalle iniezioni (Gabassi et al., 2010).
La prima fase di intervento della durata di circa un mese a partire da novembre 2004, ha interessato un’estensione di circa 70,00 ml di fondazione continua in muratura, due plinti di fondazione del colonnato anteriore ed una fascia di terreno, a tergo del muro di sponda lato Canal Grande, della lunghezza di circa 17,50 ml. Le iniezioni eseguite su quest’ultimo tratto hanno avuto lo scopo di saturare i vuoti presenti a ridosso del muro di sponda e di realizzare un “contenimento” per le successive iniezioni realizzate sotto la fondazione della facciata lato Canal Grande. La metodologia impiegata per quest’ultimo tipo di iniezioni è stata a colonna, ovvero sfilando il tubo di iniezione dal foro con velocità controllata durante l’erogazione continua di resina, nell’intervallo di profondità compreso fra -8,50 e -3,00 m s.l.m. L’interasse fra le iniezioni è stato di circa 0,50 m. Al di sotto delle murature di fondazione, invece, sono state eseguite iniezioni di tipo puntuale distribuite spazialmente secondo uno schema regolare. La seconda fase di intervento iniziata il 29/03/2005 si è conclusa il 18/04/2005. Come previsto in progetto l’estensione dell’intervento è stata ridotta a complessivi 47,60 ml. Il numero di livelli è stato ridotto anche in base ai dati emersi dalle prove penetrometriche comparative, operando al massimo fino a 5,00 m a partire dal piano di posa della fondazione nel caso delle murature di facciata maggiormente dissestate, e a 4,00 e 3,00 m nel caso delle murature degli allineamenti interni. La terza ed ultima fase di intervento è stata realizzata, consequenzialmente alla seconda, esclusivamente sulla fondazione della facciata prospiciente Canal Grande, per complessivi 18,10 ml. Anche per questa fase di lavoro, conclusasi in data 28/04/2005, la profondità massima di intervento è stata di 5,00 m a partire dal piano di posa della fondazione.

RISULTATI OTTENUTI

Durante tutte le attività di cantiere, e nel lasso temporale trascorso tra le fasi, si è monitorato il comportamento della struttura affiancando ai sistemi di monitoraggio già in essere il rilievo altimetrico di mire rigidamente collegate alle murature, utilizzando livelli ottici di precisione. I positivi effetti indotti dalle iniezioni nel terreno sono stati rilevati anche mediante prove penetrometriche dinamiche comparative durante e tra le fasi. Oltre a tali prove sono stati eseguiti dei sondaggi volti all’individuazione del materiale iniettato e al prelievo dello stesso per la determinazione delle proprietà meccaniche.

Conclusioni

L’intervento di consolidamento del terreno di fondazione realizzato con resine espandenti presso l’edificio storico di Punta della Dogana a Venezia, ha permesso di arrestare il cedimento residuo delle murature, ha prodotto un notevole incremento della resistenza delle unità stratigrafiche maggiormente compressibili arrestando il cedimento residuo delle murature oltre ad un parziale recupero dei cedimenti precedentemente subiti dalle strutture.

La versione completa della memoria è disponibile su richiesta.

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