Bioedilizia: edilizia di buon senso

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In Italia si costruisce molto, si è sempre costruito e spesso lo si è fatto molto bene. Prima di tutto nella scelta dei siti dove fondare le città, e poi per l’uso di materiali quasi sempre locali, robusti e leggeri che possedevano anche caratteristiche di isolamento termico e acustico. Prendiamo Napoli, edificata fino dai tempi delle colonie greche con mattoni leggerissimi e resistenti di tufo giallo napoletano, abbondantemente presente in quella regione. Oppure Roma, dove la struttura portante dei monumenti è ancora di tufo dei Colli Albani o dei Sabatini. E fino dai romani l’uso estensivo del mattone cotto e dei rivestimenti in travertino e in marmo. Ma dal dopoguerra fino agli anni ’90 quell’antica sapienza è sembrata perduta: costruzioni gettate a grappolo senza criteri estetici e spesso anche senza criteri architettonici di buon senso. Per fortuna, però, oggi la situazione sembra cambiata e concetti come quello della bioedilizia sembrano essere entrati nell’uso comune. Ma cos’è altro la bioedilizia, se non un’edilizia di buon senso?

Nel Rinascimento si sapeva bene che le case debbono essere orientate in un certo modo rispetto al Sole e che devono avere finestre piccole a nord e più grandi a sud e che le mura debbono essere spesse. Oggi si parla sempre più spesso di case passive, cioè abitazioni in cui la tecnica costruttiva accoppiata al buon senso permettono di trascorrere confortevolmente estati calde o inverni rigidi senza sistemi di condizionamento o riscaldamento. Ma un’ottima coibentazione delle mura, dei solai e delle finestre non era forse la prerogativa delle costruzioni dei nostri antenati? Non ci meravigliamo sempre piacevolmente del fresco che mantiene la casa di campagna dei nonni? E non sono calde anche d’inverno quelle case i cui muri sono stati riempiti appositamente di laterizi e cocci che immagazzinano calore per poi cederlo quando la temperatura esterna scende?
Oggi tuttavia si può fare ancora di più. In Germania il calore emanato dalle persone, dalle lampadine e dagli elettrodomestici è sufficiente a far passare l’inverno senza bisogno di attivare sistemi di riscaldamento in case di nuova concezione o in abitazioni ristrutturate tenendo presenti quei criteri. Lo sapevamo già, solo che lo avevamo dimenticato.

Mario Tozzi

 

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Palazzo di Punta della Dogana a Venezia: il consolidamento

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Palazzo di Punta della Dogana – Venezia
Consolidamento del terreno di fondazione realizzato con iniezioni di resina poliuretanica
attraverso la procedura di consolidamento Uretek Deep Injections®.

Estratto della memoria scientifica pubblicata negli atti del XXIV Convegno Nazionale di Geotecnica – Napoli 22 – 24 giugno 2011

Gabassi M., Pasquetto A., Vinco G. (Uretek S.r.l.)
Masella A. (Studio Geotecnico Italiano S.r.l.)

Consolidamento edifici storici - Punta della dogana

Un intervento nel cuore di Roma: i Fori Imperiali

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Basilica SS. Cosma e Damiano – Roma

APPLICAZIONE COMBINATA DI DUE TECNOLOGIE: tecnologia Uretek Walls Restoring® per rinforzare la muratura ricostituendone l’integrità e riempiendo i vuoti in essa presenti e tecnologia Uretek Deep Injections® per il miglioramento delle caratteristiche meccaniche ed idrauliche del terreno di fondazione sottostante la muratura.

Consolidamento Strutturale