Consolidamento in montagna: intervento al rifugio Europa

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VIZZE (BZ): Rifugio Europa

Il “Rifugio Europa” si trova a 2693 metri di quota in località Venna alla Gerla, nel comune di Vizze (Bolzano). L’intervento, diretto ad incrementare la capacità portante del terreno di fondazione, è stato eseguito in due fasi distinte e consecutive.

LA STRUTTURA

Il “Rifugio Europa” si trova a 2693 metri di quota in località Venna alla Gerla, nel comune di Vizze (Bolzano). La struttura in elevazione, in pietrame con i solai in laterizi e legno, è costituita da due piani fuori terra e un sottotetto abitabile mentre l’interrato occupa parzialmente il sedime del fabbricato.
Costruito nel 1899 dalla sezione dell’Alpenverein di Landshut, antica città ducale della bassa Baviera, l’edificio è stato poi ampliato nel 1902. I lavori di ristrutturazione del 1989 hanno messo in evidenza una serie di fessurazioni, concentrate soprattutto nella zona Ovest, che hanno portato alla realizzazione di barbacani in pietrame e malta cementizia.
Le fondazioni sono in pietrame saturate con malta cementizia, posate a circa – 40/60 cm dal piano di campagna con una larghezza indicativa di 60/100 cm.

IL PROBLEMA

Le fessurazioni si sono aggravate alcuni anni fa, aprendosi e richiudendosi con l’andamento stagionale. Dall’analisi del quadro fessurativo si è desunto un cedimento in atto che interessava le fondazioni del fabbricato e dei barbacani sui lati Sud, Ovest e Nord. La dimensione massima delle fessure, al momento del sopralluogo, era di 5/15 mm. Le cause del cedimento erano imputabili a fenomeni di alterazione del permafrost presente nel substrato roccioso sottostante. Nella “Relazione geologica – protocollo di campagna” del 25/06/2003 dell’Ufficio Geologia e prove materiali della Provincia Autonoma di Bolzano si evidenzia che il substrato dell’edificio è costituito da ammasso roccioso gneissico fratturato.

L’INTERVENTO

Nel mese di ottobre 2011 si decise d’intervenire sul terreno di fondazione (per consolidarlo), sulla fondazione stessa e su alcuni muri in elevazione allo scopo di riempirne i vuoti presenti e ricostituirne l’integrità.
Per raggiungere gli obiettivi si sono utilizzate due tecnologie specifiche ideate da Uretek®: Deep Injections® e Walls Restoring®.

Tecnologia Uretek Deep Injections®
L’intervento, diretto ad incrementare la capacità portante del terreno di fondazione, è stato eseguito in due fasi distinte e consecutive su due livelli complessivi di iniezione, compattando il terreno fino a – 2 m dal piano di appoggio delle fondazioni per una lunghezza totale di circa 27 ml di fondazione. Nella prima fase, l’azione espansiva della resina Uretek GEOPLUS®, superconsolidante da 10.000 kPa, è stata concentrata nella zona di terreno immediatamente sottostante le fondazioni, allo scopo di migliorarne le caratteristiche geomeccaniche e la resistenza a rottura per sforzi di taglio, riempiendo i vuoti macroscopici eventualmente presenti.
Nella seconda fase le iniezioni sono state eseguite più in profondità, nel volume di terreno maggiormente interessato dai cedimenti dovuti alle tensioni indotte dal carico sovrastante.

Tecnologia Uretek Walls Restoring®
L’intervento, volto a rinforzare le fondazioni e le murature in elevazione, è stato eseguito iniettando la resina Uretek HYDRO CP 200 secondo le specifiche del metodo brevettato
Uretek Walls Restoring® di proprietà della stessa Uretek s.r.l. Partendo dalla quota d’imposta della fondazione, mentre l’iniezione proseguiva, il condotto d’iniezione è stato estratto gradualmente e con velocità variabile mediante l’ausilio di un apposito estrattore. La velocità di risalita del condotto è stata tarata sulla base della dimensione dei vuoti presenti nella struttura di fondazione.
Di fatto, l’intervento è servito a ricreare la continuità strutturale del corpo di fondazione per una lunghezza di circa 16,60 ml e fino ad un’altezza di circa 4,00 m.
La stessa tecnologia è stata applicata alla muratura dei barbacani, per una lunghezza di circa 10,55 ml fino ad un’altezza media di 2,00 m.
L’intervento complessivo si è svolto nell’arco di 5 giorni lavorativi.
Per poter eseguire l’intervento è stato necessario trasportare materiali e attrezzature in quota con un elicottero.

Curiosamente, il rifugio si trova proprio sulla linea di confine fra Italia e Austria e per lungo tempo sono esistiti due rifugi. A lungo reclamato sia dall’Italia che dall’Austria finalmente, il 10 settembre 1988, si è raggiunto l’accordo che ha consentito di inaugurare un unico rifugio dedicato all’Europa.

“La dimensione massima delle fessure, al momento del sopralluogo, era di
5/15 mm. Le cause del cedimento erano imputabili a fenomeni di alterazione del permafrost presente nel substrato roccioso sottostante.“

“Per raggiungere gli obiettivi si sono utilizzate due tecnologie specifiche ideate da Uretek®: Deep Injections® e Walls Restoring®.“

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